Santi e Beati

san tommaso aquinoUna bella biografia del Santo, dettagliana e ben documentata; forse si potrebbe meglio implementare all'inizio del punto (4), perche' mi sembra alquanto improprio parlare di "platonismo agostiniano"...


1. Ultimo di sette figli Tommaso nacque in una famiglia di piccoli feudatari imperiali, i d’Aquino di Roccasecca, fra il 1221 e il 1227. Uno dei suoi biografi ufficiali, Guglielmo di Tocco, riferisce che morì a quarantanove anni – la data della morte è certa: 7 marzo 1274 – e questo porterebbe la data di nascita al 1225[1].

Divenuto oblato all’età di appena 5 anni, egli mostrò precocissima la vocazione di religioso. Dal carattere mite e dall’intelligenza vivace, si scontrò col volere della famiglia, che ambiva a farlo diventare abate, mentre egli intendeva rimanere un semplice frate, dedito allo studio e alla preghiera. La madre incaricò i fratelli impegnati in battaglia di ricondurlo in famiglia manu militari, costringendolo a un soggiorno obbligato di due anni nel castello avito a Monte San Giovanni. Vedendo che la volontà di Tommaso non si piegava, la madre lasciò il giovane e gli permise di seguire la sua strada.

2. Ricevuto l’abito domenicano nella primavera del 1244, Tommaso fu allievo di Alberto Magno e compì gli studi di filosofia e di teologia alle università di Napoli, di Parigi e di Colonia. Nel 1256 gli fu affidato l’incarico di magister, e cominciò l’attività di insegnamento e di predicazione.

Sempre dedito alla lettura e alla scrittura[2], ma disponibile a compiere gli uffici liturgici e ad ascoltare le confessioni dei fedeli o dei confratelli, egli viene descritto come “grande, bruno, robusto, dritto, aveva una carnagione color del grano e una grande testa un po’ calva[…]. Passava tutta la sua giornata a studiare, pregare, dettare o scrivere, insegnare o predicare, in modo da utilizzare ogni istante[…]. Sempre il primo ad alzarsi di notte per pregare, dopo la messa che celebrava al mattino presto, ne ascoltava una seconda per devozione, poi saliva in cattedra per il suo corso. Dopo scriveva e dettava[…]. Quando voleva far riposare il corpo, camminava solo nel chiostro, a testa alta[…]. Un giorno un frate di umore gioviale esclamò:- Fra Tommaso, venite a vedere un bue che vola-. Fra Tommaso si avvicinò alla finestra. L’altro rise:- E’ meglio – gli disse il Santo – credere che un bue possa volare che pensare che un religioso possa mentire”[3].

“La particolarità saliente di san Tommaso era che amava i libri e viveva sui libri[…]; che avrebbe preferito avere cento libri di Aristotele e della sua logica piuttosto che tutte le ricchezze di questo mondo. Quando gli chiedevano quale fosse la cosa per cui ringraziava di più il Signore rispondeva in tutta semplicità:- L’aver capito tutto di ogni pagina che ho letto”[4].

3. Il pensiero di San Tommaso d’Aquino è probabilmente il più articolato, complesso, dialettico e sistematico della storia della filosofia occidentale, così che è veramente arduo sintetizzarlo in modo esaustivo: Se ne possono tracciare le linee fondamentali, attingendo dalle sue opere, specialmente quanto alla questione del diritto. Il sistema di pensiero di Tommaso è ordinato e ordinante e presuppone un ordine teoretico che scandaglia la dimensione ontologica della realtà, poiché il tomismo, per utilizzare la felice formula di Etienne Gilson, presuppone “una cosa per ogni concetto e un concetto per ogni cosa”[5]. Il contributo del Dottore Angelico alla comprensione del fenomeno giuridico è da ritenere come uno dei più rilevanti – se non addirittura il più rilevante – nella storia della civiltà giuridica occidentale.

Tommaso ha contribuito ad analizzare la fenomenologia giuridica nel suo complesso così come nel suo dettaglio, interrogandosi intorno alla natura del diritto, alla sua funzione, ai suoi limiti, come sulla natura dello Stato, sulla portata della legislazione umana, sui compiti della politica e sulla dimensione etica del tutto. Per coglierne realmente il pensiero occorre accertarne i due fondamenti prodromici, da un lato la natura cognitivista, quella per cui nella realtà esiste una verità che può essere conosciuta, e dall’altro lato la natura razionale, caratteristica strutturale dell’uomo, il quale con la forza della ragione naturale giunge alla verità fondativa della realtà, in accordo con le verità della rivelazione cristiana[6].

4. Tommaso intende allontanare la dottrina cristiana dal platonismo agostiniano, per rifondare aristotelicamente l’intera sapienza cristiana e la visione ...segue

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